Per darmi arie da blogger vissuta, mi aggrego a questo gioco delizioso e pubblico la foto della mia copia di Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto. Nel mio pc sono presenti anche fotografie che ritraggono me, con la corona in testa, mentre leggo il libro, ma poi ho deciso che era meglio evitare di angosciare il mio prossimo. Insomma, ci sono già così tanti problemi nel mondo. E poi non vorrei fare calare le vendite al Trenta... Comunque, consiglio spassionato: leggetelo. Il libro è veloce (solo perchè vai a capo ogni dieci lettere?!), scivola via come l'adolescenza, ti fa sorridere e anche commuovere un po' (sniff sniff maledetto!).
Io, il liceo, l'ho fatto negli anni 90, il grunge stava già tirando le cuoia, impazzava il brit-pop, ma Sposerò Simon Le Bon non l'ho dimenticato...
I ricordi, le emozioni, le chiacchiere fuori da scuola e le versioni di greco copiate prima di entrare, tutto queste cose le ho vissute in prima persona e poi di nuovo attraverso questo libro. Ho rivissuto tutto senza una punta di amarezza né di cinismo. E qui, per chi mi conosce, potremmo veramente gridare al miracolo...
Delicato e appassionato. Sono termini che ho già usato per definire Ho perso..., ma veramente non ne trovo altri. Il mio plauso all'autore. E mo' che sono dottoressa, 'sto plauso possiede anche un valore aggiunto, direi...

Anche io, come Trentamarlboro, sono uscita viva dagli anni '80. E per me il libro poteva anche finire a cavallo tra pagina [1] e pagina [2], cioè prima ancora di cominciare. Perché quando leggi

Ieri ho deciso che era il momento di fare il mio solito giro ristoratore alla Feltrinelli: libri, poltroncine, tavolini e odore di caffè e panini, cosa si può chiedere di più dalla vita. Siccome sono una persona con una certa coltura, mi sono diretta immediatamente verso la zona tempo libero, perché là, nello scaffale più in basso, ci sono i fumetti dei Peanuts. Ecco. Dopo aver notato che la raccolta completa degli anni 80, che volevo incontrasse quella degli anni 70 che ho in camera mia, costava la modica cifra di 39 euro, ho mandato a cagare la Feltrinelli ma mentre me ne stavo andando ho visto il libro di 30marlboro. Preso immediatamente, perché ci stavo facendo un pensierino da un po’ e perché pur di trovare un’alternativa ai libri di economia dello spettacolo mi leggerei pure il seguito di 3MSC e il nuovo libro di Melissa P. Visto che il titolo è Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto, ho deciso che, semmai scriverò un libro, lo intitolerò Mi sono addormentata a pag. 43 del libro di Trentamarlboro e mi sono ricordata che dovevo andare all’Esselunga. Ora, guardiamoci nelle palle degli occhi, se ti addormenti leggendo un libro come quello le opzioni sono tre:
On the air: Duran Duran - Save a Prayer
Parla dei vecchi ragazzi che hanno iniziato il liceo a metà degli anni '80.
Non tutti sanno che qualche tempo fa è uscito il primo libro di un noto blogger chiamato Trentamarlboro. In particolare nessuno dei commessi in libreria a cui ho chiesto il suddetto libro lo sapeva e così mi sono ritrovata a scatenare l’ilarità generale. Non solo il personale della Feltrinelli mi è scoppiato a ridere in faccia quando dicevo il nome dell’autore (Ma come trenta sigarette? Ma che è, il nome o il cognome? Ma che strano nome d’arte! È un blogghecheee?) ma rimanevano perplessi quando mi chiedevano il titolo (Ho perso la verginità...) e ancor più stupiti quando lo trovavano in catalogo.
01. Io non ho vissuto gli anni ’80 (i terribili anni ’80). Ci sono nata, e non è la stessa cosa. Ergo li odio, ma sono convinta che qualcosa di buono - al di là di orrende capigliature, pantaloni a vita alta/culo basso e musica elettroplastica - debbano pur averlo prodotto.
Ho letto Ho perso la verginità... per la prima volta in treno. L'ho letto per la seconda volta a letto, prima di andare a dormire. L'ho letto più volte nei luoghi più disparati. Teoricamente dovrei aver perso la verginità più di due volte, e già questa mi sembra una bella figata.

"…piove su le tamerici salmastre ed arse"
Pubblicato dalla RGB nella collana
E’ bello perché è ben confezionato. Una struttura ciclica, come ciclica è la vita stessa: si apre con un dubbio e sul quel dubbio costantemente ritorna, a fasi alterne, senza scioglierlo del tutto, forse, ma scegliendo infine di affrontarlo.
Tutti leggono Trenta. Ma adesso, finalmente, anch’io! Dopo un tot di risposte del tipo “è finito”, “arriva a fine settimana” (il che fa pensare che Trenta se lo sia stampato in proprio, con la Epson dell’ufficio, fornendo dieci copie alla volta), oggi ho sfidato i Suv del centro per raggiungere la libreria dove (a fatica) mi avevano tenuto da parte l’ultima copia.
Esistono libri che “ci parlano”. Pagine nelle quali ci immedesimiamo a tal punto da saltar sulla poltrona e dire con malcelata invidia “Cazzo, perché questo non l’ho scritto io?”, "Eppure è quel che pensavo qualche giorno fa di ritorno dal lavoro". Eppure quel pensiero era lì che moriva tra le mie sinapsi pigre. Eppure. Oggi ho comprato, letto e digerito (tempo dell’operazione: un paio d’ore) il libro di Trentamarlboro, Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto. Mi è piaciuto a tal punto da suggerirmi le riflessioni di cui sopra. 