mercoledì, 13 giugno 2007
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domenica, 15 aprile 2007
di Divara

110 e lode
Per darmi arie da blogger vissuta, mi aggrego a questo gioco delizioso e pubblico la foto della mia copia di Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto. Nel mio pc sono presenti anche fotografie che ritraggono me, con la corona in testa, mentre leggo il libro, ma poi ho deciso che era meglio evitare di angosciare il mio prossimo. Insomma, ci sono già così tanti problemi nel mondo. E poi non vorrei fare calare le vendite al Trenta...

Comunque, consiglio spassionato: leggetelo. Il libro è veloce (solo perchè vai a capo ogni dieci lettere?!), scivola via come l'adolescenza, ti fa sorridere e anche commuovere un po' (sniff sniff maledetto!).

Io, il liceo, l'ho fatto negli anni 90, il grunge stava già tirando le cuoia, impazzava il brit-pop, ma Sposerò Simon Le Bon non l'ho dimenticato...


I ricordi, le emozioni, le chiacchiere fuori da scuola e le versioni di greco copiate prima di entrare, tutto queste cose le ho vissute in prima persona e poi di nuovo attraverso questo libro. Ho rivissuto tutto senza una punta di amarezza né di cinismo. E qui, per chi mi conosce, potremmo veramente gridare al miracolo...

Delicato e appassionato. Sono termini che ho già usato per definire Ho perso..., ma veramente non ne trovo altri. Il mio plauso all'autore. E mo' che sono dottoressa, 'sto plauso possiede anche un valore aggiunto, direi...
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mercoledì, 07 marzo 2007
di Akyla

Scegliere un regalo di compleanno, per chi di compleanni ne ha già passati 70, a volte può essere un vero e proprio dramma. Dopo una settimana di incessante ricerca, reduce da una giornata stressante in giro per centri commerciali, torno a casa con un altro buco nell’acqua. Esausta mi lascio cadere sul divano, ho esaurito tutte le idee, stavolta mi arrendo. Ormai ho deciso: mia nonna, quest’anno, non riceverà il mio regalo di compleanno! Nel pensare questo, lo sguardo si posa sul mobiletto dell’entrata dove da un paio di mesi è appoggiato il libro di Trentamarlboro. Improvvisamente, i due neuroni che mi ritrovo in testa iniziano a funzionare, la lampadina si accende, l’idea ormai è arrivata! Quale regalo migliore, per nonna, del libro Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto? Questo libro sarà il mio riscatto per tutte le volte che la dolce nonnina ha insultato il poster dei Duran Duran, affisso sopra la testata del mio letto a mo' di santino. Per farle rivivere gli anni ottanta con gli occhi di una nipote adolescente che in fondo cercava solo di andare avanti e che alla fine, poi, tanto male non è venuta...
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domenica, 04 marzo 2007
di Imogene

...siiing blue silveeeeeer...Anche io, come Trentamarlboro, sono uscita viva dagli anni '80. E per me il libro poteva anche finire a cavallo tra pagina [1] e pagina [2], cioè prima ancora di cominciare. Perché quando leggi

Noi, la generazione che ha finalmente capito di avere un passato quando Madonna ha soffiato sulla quarantesima candelina.

e ti commuovi, c'è poco altro da aggiungere. C'è solo da lasciarsi tramortire dall'ondata di ricordi che la commozione si porta dietro. E basta!


...siiing blue silveeeeeer...


[Forse, se nella mia classe ci fosse stato un Mattia, sarei rimasta etero! Ma non ne sono sicura! E comunque si può dire che ho seguito lo stesso percorso di Samantha Fox. Chi l'avrebbe mai immaginato, allora. Soprattutto per quanto riguarda lei, non me, ché se Mattia mi avesse conosciuta all'epoca, non so come mi avrebbe descritta. E, forse, preferisco non saperlo]
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venerdì, 02 marzo 2007
di Lullaby

Sarà l'epoca storica, saranno le fasi della vita. Fino a ieri erano altri che parlavano di noi. Esimi studiosi, cattedratici del tubo catodico, professori ed insegnanti. Ci osservavano, nelle nostre contraddizioni adolescenziali, e producevano saggi, libri, romanzi, tutti volti a dare al mondo una chiave per poterci leggere. A cavallo tra i politicamente impegnati, le oKKupazioni, la spada facile, e il Moncler, i 501, il total black. Un bel casino, per chi ci precedeva.
Ora siamo noi a parlare di noi. A parlare di noi ieri e oggi. Trentacinquenni, quarantenni adolescenti. Enigmatici per chi ci ha preceduti, incomprensibili per chi ci è venuto dopo. Generazione del non voglio cambiare. Generazione di poche certezze, ma quelle le esigo. Generazione che ha fatto del proprio non voler crescere il nuovo linguaggio di gruppo.  E in pochi mesi, qualche anno, un fiorire di nostri ritratti, fatti da noi. In film, libri, canzoni. E così qualcuno scrive di quando ha perso la verginità, "durante una puntata di Ok il prezzo è giusto". E dipinge chi eravamo, con gli occhi di chi siamo. Valore diverso, a seconda dell'età di chi legge.
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mercoledì, 28 febbraio 2007
di Dud

Il libro, un racconto lungo, traduce un'esigenza di ricordo. Ricordo comune di tutti. Inutile dire che gli anni ottanta di Trentamarlboro sono il decennio delle superiori di qualsiasi persona, ma non è una furba operazione di memoria e rimpianto: è un lieve, rapido, sguardo su un'età. Una dichiarazione d'amore, una serenata, garbata, per quegli anni, quando le aspettative erano tutto, quando il passato non esisteva e quando il presente era, semplicemente, il quotidiano. Un piccolo viaggio nel mare del ricordo di certe sensazioni/emozioni, guidati da un capitano dal polso sicuro. La rotta è tracciata abilmente dal nostro timoniere, ma quello che vedono i nostri occhi, bèh, quello è solo il nostro privato paesaggio. Come se in questo viaggio ci trovassimo a guardare un faro somigliante a quello che era la meta delle nostre passeggiate. Come se, mentre lui naviga, noi vedessimo al posto delle sue coste NOI STESSI ripercorrere la strada verso quel nostro antico segnale luminoso.
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venerdì, 09 febbraio 2007
di Cate

Stanotte ho dormito con una sensazione di luminoso dentro, ed era il tuo libro...

I figli so' piezz'e core

Dopo un’ora passata a girare alla Feltrinelli cercando il libro di quello stronzo di Gianmatteo, senza trovarlo, decido di sfidare una tremenda figura di merda e chiederlo alla commessa.
“Buongiorno, sto cercando il libro dell’autore che si firma Trentamarlboro”
“...mi dispiace signorina, il nome dell’autore non mi dice niente.”
[Spalanca gli occhi scuri annuendo come a dire “E un titolo?”]
Io avvampo. Penso di andare via. Ma ormai sono lì. Basta. Lo dico.
Mi sposto la codina da brava ragazza. Scrollo la testa. Spalanco gli occhi. Prendo fiato.
“Illibrosiintitolahopersolaverginitàduranteunapuntatadiokilprezzoègiusto”
“Ahhh, quello!”.
[Scoppia a ridere]
 “Ora te lo vado a prendere”
Per compensare la figura di merda, vado alla cassa con la creatura di Giampa e un volume intitolato Esercizi per apprendisti filosofi, un libro che terrò sottobraccio quando andrò in Facoltà, col titolo in bella vista, oppure sul comodino come coadiuvante al sonno.
Esco, mi giro una sigaretta e me la fumo. A Udine pioviggina. Vado a tazzare (questi gerghi) col mio amico Enrico fino alle sei, poi prendiamo la leggendaria corriera per tornare a casa, e io inizio il libro.
Non quello per apprendisti filosofi.
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giovedì, 08 febbraio 2007
di Zoe

rigore invernale

...mi sono sempre chiesta se aver pubblicato il libro i primi di novembre avesse in qualche maniera a che vedere con l'inizio del FREDDO inverno...
 
[ho confrontato i costi dei bancali di legno di faggio da ardere con i costi del tuo libro. sei fuori mercato, vecchio mio!]
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mercoledì, 31 gennaio 2007
di Leetah

Avevo promesso di recensirlo quando sarebbe passato di moda. Non mi ero resa conto, ahimé, che il libro di Trentamarlboro è un classico. Un long-seller, perlomeno. Se non altro perché è molto long da chiedere. Già, perché, data l’autorevolezza della casa editrice, è più probabile vedere Vladimir Luxuria che presenta il libro in televisione che trovarselo da soli sullo scaffale. E dovendolo chiedere per forza a un commesso, sfido voi a decidere in breve tempo se indicarlo con il titolo o il nome dell’autore.

Dunque. Dopo una profonda e accurata riflessione, ho deciso che chiedere un titolo che inizia con Ho perso la verginità sarebbe stato comunque meno imbarazzante che pronunciare il gruppo consonantico rlb con la mia r moscia. Quindi, dovete ringraziare il fatto che, alla mia età, essere stata intimamente violata rappresenti ormai, più che un’ammissione, una banale ovvietà, altrimenti questa recensione non sarebbe mai esistita.
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giovedì, 25 gennaio 2007
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mercoledì, 24 gennaio 2007
di Monica Geller Bing

Snoopy & co.Ieri ho deciso che era il momento di fare il mio solito giro ristoratore alla Feltrinelli: libri, poltroncine, tavolini e odore di caffè e panini, cosa si può chiedere di più dalla vita. Siccome sono una persona con una certa coltura, mi sono diretta immediatamente verso la zona tempo libero, perché là, nello scaffale più in basso, ci sono i fumetti dei Peanuts. Ecco. Dopo aver notato che la raccolta completa degli anni 80, che volevo incontrasse quella degli anni 70 che ho in camera mia, costava la modica cifra di 39 euro, ho mandato a cagare la Feltrinelli ma mentre me ne stavo andando ho visto il libro di 30marlboro. Preso immediatamente, perché ci stavo facendo un pensierino da un po’ e perché pur di trovare un’alternativa ai libri di economia dello spettacolo mi leggerei pure il seguito di 3MSC e il nuovo libro di Melissa P. Visto che il titolo è Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto, ho deciso che, semmai scriverò un libro, lo intitolerò Mi sono addormentata a pag. 43 del libro di Trentamarlboro e mi sono ricordata che dovevo andare all’Esselunga. Ora, guardiamoci nelle palle degli occhi, se ti addormenti leggendo un libro come quello le opzioni sono tre:

-soffri di narcolessia
-quello non era sonno ma coma e stai per morire
-sei talmente stanca che ti addormenteresti anche durante un attacco nucleare

Scusami, Trentamarlboro.
Il tuo libro è molto carino, sono io che sono sveglia come un tapiro.
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sabato, 20 gennaio 2007
di Nextcon

Negli anni '80 facevo il paninaro. Indossavo il Moncler, i jeans 501 sfrangiati, la cintura El Charro, le Timberland da boscaiolo e guardavo DeeJay Television. Non me ne pento, anche perché sono stati anni molto molto formativi. Qualcuno potrà storcere la bocca, ma nelle pieghe dell'edonismo reganiano, e dell'insostenibile leggerezza dell'essere, si nascondono alcune delle migliori menti della nostra generazione. Una generazione che è cresciuta e ha trovato la propria strada.
Avevo sentito parlare molto bene di questo libro (scritto da un blogger molto famoso, Trentamarlboro): l'ho letto tutto di un fiato e ammetto che mi è davvero piaciuto. Fin dalle prime pagine, infatti, la scrittura dell'autore è riuscita a catturarmi e a portarmi indietro nel tempo. Quello spirito del tempo, troppo scanzonato per essere impegnato davvero e troppo impegnato per essere scanzonato davvero, tipico degli anni '80, rivive attraverso le pagine di quest'opera. La storia si dipana durante un arco ventennale che va dall'ultimo anno di maturità fino ai giorni nostri ed è una storia di ricordi, sogni, nostalgia e amore, tutti vissuti in prima persona dal protagonista.
Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto
è una dichiarazione d'amore nei confronti degli anni '80, un amore intenso, con i suoi alti e i suoi bassi, ma anche un amore che, in definitiva, è amore verso la vita.
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giovedì, 11 gennaio 2007
di Ataru Moroboshi

So 80's...On the air: Duran Duran - Save a Prayer

La costanza non è mai stata il mio forte. Sulla pigrizia invece potrei scrivere pagine e pagine se non fossi troppo pigro per farlo. Mi alzo dalla sediascomoda, ingurgito un po' d'acqua dalla bottiglia iceberg, quel po' d'acqua si pone irrimediabilmente sulla bocca del mio stomaco che grida vendetta e ha ragione.

Stronzo, lo sai che se la butti giù di corsa mi provochi dolori lancinanti! E doppiamente stronzo perchè in realtà li provochi a te!

Ricopro il labbro inferiore, quello da pornodiva, con uno strato di burrocacao mentolato, onde evitare nuovi screpolamenti e inciampo nel filo del telefono. O meglio rischio di inciampare, ma mi salvo stoppando il mio arto sinistro mentre lambisce il filo, come in un fotogramma fermo della scena madre di un film comico.

Come un bicchiere di vino buono, come un piatto prelibato, ho centellinato un libro di novantuno pagine scritte larghe. Eppoi ho deciso di finirlo stanotte. La scusa di aver centellinato e blablabla potrebbe cadere miseramente soltanto leggendo l'introduzione di questo post. Per i pigri che non vogliono tornare più su a leggere, appunto, il pezzo sulla pigrizia. Ma insomma questo post è un omaggio ad un noto pigro della blogcirconferenza, cheppoi è quello che ha scritto il libro in questione. Ed è anche un amico, seppur al momento solo virtuale e di qualche telefonata. Va bene, è Trentamarlboro. Per me rigorosamente con l'accento sulla a di Màrlboro.
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mercoledì, 10 gennaio 2007
di Tittyna

like a virginParla dei vecchi ragazzi che hanno iniziato il liceo a metà degli anni '80.

- Trentamarlboro -

Io, nel 1985, ero alle elementari. I ragazzi del liceo, allora, mi passavano davanti come una curiosa via di mezzo tra i compagni di classe, rumorosi e volgari, e mio padre. Qualcuno veniva a prendere una sorella, magari con il motorino, e sembrava tanto lontano e irraggiungibile da crederlo irreale, come Pegaso. Da lì a poco tempo, però, sarebbero diventati il punto di riferimento, la cartina tornasole del mio posto nel mondo. Il mondo, pochi anni dopo, a pochi istanti dalla licenza media, sarebbe passato attraverso i loro occhi.

Un mondo piccolo, certo, eppure allora vastissimo, e tutto da scoprire. Andare a fare shopping in centro era un viaggio interminabile, lungo un pomeriggio intero. E un pomeriggio, allora, durava dieci di questi. Loro si voltavano a guardarmi ed io, in quel momento, ero sicura di esistere.
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martedì, 02 gennaio 2007
di Miss Midnight

Un libro da passeggio?Non tutti sanno che qualche tempo fa è uscito il primo libro di un noto blogger chiamato Trentamarlboro. In particolare nessuno dei commessi in libreria a cui ho chiesto il suddetto libro lo sapeva e così mi sono ritrovata a scatenare l’ilarità generale. Non solo il personale della Feltrinelli mi è scoppiato a ridere in faccia quando dicevo il nome dell’autore (Ma come trenta sigarette? Ma che è, il nome o il cognome? Ma che strano nome d’arte! È un blogghecheee?) ma rimanevano perplessi quando mi chiedevano il titolo (Ho perso la verginità...) e ancor più stupiti quando lo trovavano in catalogo.

Insomma tra reparto fumetti, piccoli editori, arte e letteratura alla fine anch’io sono riuscita ad accaparrarmi una copia dell’ormai mitologico testo.
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martedì, 02 gennaio 2007
di Synesius

Un libro che si legge d’un fiato, quasi d’un fiatone. Dico la verità, mi aspettavo una vicenda un po' schiava dell'armamentario anni '80, e invece ho trovato una storia nostalgica – nel senso migliore del termine, e cioè che suscita nostalgia in chi la legge – incastrata in una storia d'amore che profuma di vita vissuta. Il tutto in un piacevole equilibrio fra il cinismo goliardico della prima e il delicato disincanto della seconda.
E allora ecco un doppio misto al meglio dei due set su tre fra battute cattive e personaggi strampalati da una parte, frasi struggenti e una “lei” che innamora dall’altra. Il terzo set non c’è. Quando si vincono i primi due non serve.
E poi, rincorrendo la scrittura vivace e scoppiettante di Trentamarlboro, e inseguendo la scrittura lavorata e mai banale di Trentamarlboro, si arriva alla fine con in testa non solo i propri ricordi, ma anche – inevitabilmente – lei. Già, lei, che dal libro salta fuori vera. Voglio dire, tutti ne hanno assaggiato le parole o il sapore, almeno una volta, no? Tutti hanno una lei così. Ed ecco anche il perché del fiatone.
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martedì, 02 gennaio 2007
di Gen

Pubblicità Progresso01. Io non ho vissuto gli anni ’80 (i terribili anni ’80). Ci sono nata, e non è la stessa cosa. Ergo li odio, ma sono convinta che qualcosa di buono - al di là di orrende capigliature, pantaloni a vita alta/culo basso e musica elettroplastica - debbano pur averlo prodotto.
02. Quel qualcosa potrebbero essere i Queen. E… non so, i Queen li ho già detti?
03. Quel qualcos’altro potrebbe essere questo libro, che però è pubblicato “postumo” quindi non vale. Troppo facile col senno di poi.
04. Il romanzo/racconto breve/film psicologico (Trenta si dichiara indeciso sull’esatta definizione) è piccino e va giù veloce. Per capirci, avrete il tempo di fumare cinque o sei sigarette, fare l’amore due volte (a meno che il vostro lui non sia una bomba, in tal caso una basterà) e - se siete sentimentali come la sottoscritta - innamorarvi almeno quindici.
05. Si tratta di un instant book, nel senso che lo finite in un attimo e subito dopo vi viene voglia di saperne di più. Ad esempio [spoiler]: Mattia e Domiziana alla fine trombano o no? Questo è il dilemma che l’autore, marrano, lascia in sospeso. [/spoiler]
06. [spoiler] Secondo me sì. [/spoiler]
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martedì, 02 gennaio 2007
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domenica, 24 dicembre 2006
di Salsarosa

Coffee breakHo letto Ho perso la verginità... per la prima volta in treno. L'ho letto per la seconda volta a letto, prima di andare a dormire. L'ho letto più volte nei luoghi più disparati. Teoricamente dovrei aver perso la verginità più di due volte, e già questa mi sembra una bella figata. 

Ma avvicinandoci al tormentone da decennio che l'opera prima di Gianmatteo vuol fare emergere, cosa resterà di questo libro?

Resterà una scrittura densa ed evocativa, una struttura pensata e pensosa avanti e indietro nel tempo, avanti fino al presente nostalgico del protagonista, indietro fino al dolore incolmabile di una grave perdita descritta con toccante autenticità. Resterà un sentimento condivisibile e profondamente condiviso, resteranno i dialoghi da liceo classico e la supponenza dei grecisti. La goliardia dei diciott'anni e la malinconia dei trenta.

E resterà un lungo decennio da carpire, da decifrare tra i salti e tra le maglie di ricordi e fotografie... Un terreno emotivo comune e condiviso da tutti, anche se con diverse modalità.
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sabato, 16 dicembre 2006
MMS
di Paolo

da: paoletto <349…>
oggetto: mesiversario
data: 15.12.2006
ora: 16.39
tipo: multimediale
dim: 261 kb
a: gianma <347…>


Ricordi la rubrica di Cuore Niente resterà impunito? Ecco: questo l'ho beccato dopo un mese tondo tondo, ma l'ho beccato. Alla faccia del tuo millantatissimo "videoregistratore guasto"!!! Pagliaccio...

Luxuriosamente
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giovedì, 14 dicembre 2006
di Ian Starkiller

Alla Feltrinelli.
Ian: Salve, vorrei il libro di Trentamarlboro.
Commessa: Di chi? Come si scrive?
Ian: Le dico il titolo, forse è meglio. Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto.
Commessa [sgranando gli occhi]: Si chiama davvero così il libro? [mentre digita sul pc] Uh, ma esiste veramente allora? [stupendosi che sia apparso sullo schermo]
Ian: Credeva che la prendessi in giro? Comunque è un libro molto bello, anche se ha quel titolo, sa?
Commessa: Sarà… [per niente convinta] Comunque è sui carrelli.
Ian: E allora lo vada a prendere, anzi prenda tutte le copie che lo sistemiamo sugli scaffali. Le assicuro che a breve andrà a ruba, non vorrà fare avanti e dietro per ogni copia, spero?
Commessa: Va bene, va bene… tanto dovevo farlo prima o poi
Ian: Benissimo. La aspetto, così l’aiuto. L’autore è un mio amico, quindi… [sorridendo]
Commessa: Quel Trentacoso che mi diceva? E se lo vanta? Ma firmarsi col suo nome vero? Uno pseudonimo normale, se proprio voleva, gli faceva schifo trovarlo?
Ian: Ma no, è un blogger… vabbè, troppo lungo da spiegare,lasciamo perdere…
domenica, 10 dicembre 2006
di TheEgo

Ieri, aggirandomi tra gli scaffali della Feltrinelli, mi arrovellavo il gulliver cercando di capire. Ci sarà, non ci sarà? E se ci sarà, dove l'avranno collocato? Tra i romanzi seri o quelli faceti? Tra le barzellette di Totti o i tomi di Terzani? Che stupido. Era ovvio che la collocazione del libercolo di zio Trentamarlboro fosse questa:

V.M. 18
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mercoledì, 06 dicembre 2006
di Affataffa

Affataffa e Iris"…piove su le tamerici salmastre ed arse"
- Gabriele D’Annunzio, La pioggia nel pineto, 1903 -

"Solo Guccini poteva scrivere la parola seminole in un
testo!  E' come scrivere tamerici.  Se mai mi capiterà,
metterò i tre puntini"

- Gianmatteo Pellizzari, Caffè Caucigh, 28 gennaio 1996 -

"Cosa ti piglia?
…piove su le tamerici salmastre ad arse"

- Trentamarlboro, Ho perso la verginità..., novembre 2006 -



Ogni poco le recensioni si adoperano a vomitare cazzate sui libri di qualcun altro. Cazzate che suffragano una tesi soltanto: quei libri avremmo voluto scriverli noi. Vi sono varie regole per ribadirlo in una recensione: c’è chi marchia qualsiasi testo come un romanzo di formazione (anche Tonio Kroger lo è); c’è chi ti chiarisce che Ian Potocky nel Manoscritto ha centrato meglio il tema della nudità delle vergini (chissà perché poi, nella mente dei recensori, le vergini sono sempre nude e le troie sempre coperte), che Grisham è vero che vende ma non fa letteratura, mentre invece sui divisori dei cessi all’università compongono, all’insaputa di tutti, i geni ignorati del secolo. Scagionatemi, suonerò anche anni ’80, ma non so cadere in questo clichè.
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mercoledì, 06 dicembre 2006
di Sw4n
 
Il carissimo Francesco Pubblicato dalla RGB nella collana ScrittoMisto (garanzia di successo nella blogosfera), Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto è finalmente il lavoro di un blogger che scrive un vero e proprio racconto, non il solito blog che finisce sulla carta. Un racconto che sa di vissuto. Un vissuto che sa di concretezza. Dolce e amaro di nostalgia. In barba a chi lo definisce "un libro ideale da sfogliare durante la fila alla posta" (o, almeno, apprendo così da Stefano) io rispondo senza mezzi termini che è un bel libro. Mi è piaciuto. E tanto. Divorato in un pomeriggio, nonostante la marea di impegni. La sensazione che mi ha pervaso con l’andare avanti delle pagine spaziava tra la nostalgia e la concreta volontà di riappropriarmi con avarizia di alcuni momenti vissuti. Già passati. Momenti sorridenti, di amici. Di gente alla quale ho voluto bene e che sento a momenti di aver perso per strada. Sfido, io, a leggerlo senza ritrovare quella pagina ingiallita della nostra vita in mano a uno dei tanti personaggi partoriti dalla penna del celebre blogger. Aspettatevi un bel lavoro, aspettatevi una trama ben scritta con sotto molto più di quello che appare, e i lettori del suo blog si aspettino un Trentamarlboro brillante, così come lo conosciamo.
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lunedì, 04 dicembre 2006
di Cippi

“Contestare un maestro significa non capire la sua arte”. E infatti non contesto lui, ma chi ha messo al libro questo cavolo di titolo che non c’entra niente. Gli Anni Ottanta? Sfiorati sulla loro fase finale (e qui mi permetto: il meglio degli Ottanta, casomai, poteva cadere a metà fra le medie e il ginnasio), in realtà non mi sembrano affatto il punto focale, ma soltanto un po’ di arredamento a un libro che ne avrebbe fatto tranquillamente a meno. Per quanti, come me, hanno odiato il liceo, la chiave di lettura è un’altra, pur con un occhio di invidia per chi ha saputo cogliere la bellezza di anni che io, personalmente, ho superato in apnea. Le pagine migliori sono le ultime, quelle scritte come se l’autore cominciasse già a uscire da questa storia per entrare in un’altra. E come per tutte le cose che finiscono sul più bello, io aspetto il seguito.
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sabato, 02 dicembre 2006
di Juditta

Ammaniti? E’ bello perché è ben confezionato. Una struttura ciclica, come ciclica è la vita stessa: si apre con un dubbio e sul quel dubbio costantemente ritorna, a fasi alterne, senza scioglierlo del tutto, forse, ma scegliendo infine di affrontarlo.
Con lo spirito giusto, impossibile per noi determinarlo: questi sono dettagli che restano al di là della superficie su cui ci è dato muoverci; possiamo però trarne le nostre personali conclusioni, per quel che riguarda la nostra concezione di Mattia come alter ego sulla carta di ognuno di noi.
Perché c’è un Mattia dentro ognuno di noi, come nella migliore tradizione del cinema italiano, quello fatto, appunto, di piccole persone, straordinarie nel loro essere ordinarie.
Mentre leggevo questo libro mi sono sentita trascinata in un remake di Ovosodo con la voce fuori campo del gemello astrale nostrano di Irvine Welsh (mi auguro che il buon Trenta gradirà questa avventata illazione: è un complimento deliberato), a tratti tracimante nella scioglievolezza lindoriana di un giovane Muccino (mi auguro che il buon Trenta non gradirà questa avventata illazione: è una critica neanche troppo sottile), ma sempre condito da una buona dose di ironia (a volte eccessiva: sembra che voglia “fare personaggio”... ma sempre ben riuscita) e da un forte intellettualismo (comunque mai forzato: si vede che non ha bisogno di “fare personaggio”).
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giovedì, 30 novembre 2006
di Maurizio Binello

Dunque, ho letto il libro di Trenta giusto in mezzo a Il Grande Sonno, Vite bruciacchiate e Stark di Bunker, e tanto vi basti. Devo dire che in generale un libro mi piace in funzione del tempo in cui lo leggo e della percentuale di realtà circostante che rimane durante la lettura. Ebbene devo dire che ho divorato (intendo letto d'un fiato) HPlVDuPdOiPèG(*), familiarmente Ho perso etc. etc., e la percentuale di realtà residua era intorno al 10%, in pratica si riduceva al divano, alla mia gatta e al bagno. Basta questo per affermare con assoluta certezza che il libro è bello. Compratelo! E qui, si potrebbe chiudere, ma voglio dire alcune cose sullo stile e sui contenuti. Senza rivelare troppo la storia.
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giovedì, 30 novembre 2006
di Cippi

Tutti leggono TrentaTutti leggono Trenta. Ma adesso, finalmente, anch’io! Dopo un tot di risposte del tipo “è finito”, “arriva a fine settimana” (il che fa pensare che Trenta se lo sia stampato in proprio, con la Epson dell’ufficio, fornendo dieci copie alla volta), oggi ho sfidato i Suv del centro per raggiungere la libreria dove (a fatica) mi avevano tenuto da parte l’ultima copia.
E siccome Your eyes ("opened wide as I looked your way") e Masterpiece ("you should have seen it") mi avevano mosso un po’ di nostalgia già dalle prime ore del mattino, adesso sarei indecisa se continuare a dedicarmi alacremente al mio lavoro o cominciare a leggere subito, magari scoprendo cosa facevano i fancazzisti del mio stesso liceo mentre io studiavo rosae rosarum (peraltro con gli stessi risultati di chi, nel frattempo, perdeva la verginità fra il prezzo di una lavatrice e una girata di ruota).
Se avessi saputo che qualcuno non si vergognava di vedere Iva Zanicchi, non avrei mai rinunciato a Lady Oscar per Pop Corn...
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lunedì, 27 novembre 2006
di Gigi Massi

Nikka!!! Esistono libri che “ci parlano”. Pagine nelle quali ci immedesimiamo a tal punto da saltar sulla poltrona e dire con malcelata invidia “Cazzo, perché questo non l’ho scritto io?”, "Eppure è quel che pensavo qualche giorno fa di ritorno dal lavoro". Eppure quel pensiero era lì che moriva tra le mie sinapsi pigre. Eppure. Oggi ho comprato, letto e digerito (tempo dell’operazione: un paio d’ore) il libro di Trentamarlboro, Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto. Mi è piaciuto a tal punto da suggerirmi le riflessioni di cui sopra.
Non vi rovinerò la sorpresa di leggerlo svelandone la trama (più che vera trama una serie di flash e registri temporali che vanno avanti e indietro nel tempo). Vi basti sapere che è il viaggio a ritroso di Mattia Lazzarini, alter ego di Trentamarlboro, negli anni ‘80 (che qualcuno si ostina a chiamare dispregiativamente “gli anni del riflusso”, mai definizione fu più sbagliata, e ben ha fatto Stefano di Michele a canzonarla nel suo bel libro di qualche anno fa).
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lunedì, 27 novembre 2006
di Menzogna

Attenzione: contiene calorie!!!

Piccolo, sì, ma sconsigliato dai dietologi!
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